{"id":200,"date":"2024-07-05T19:59:50","date_gmt":"2024-07-05T19:59:50","guid":{"rendered":"https:\/\/francescomaffioli.it\/?page_id=200"},"modified":"2024-07-05T19:59:50","modified_gmt":"2024-07-05T19:59:50","slug":"viaggio-in-marocco-parco-nazionale-del-toubkal","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/francescomaffioli.it\/?page_id=200","title":{"rendered":"Viaggio in Marocco \u2013 Parco Nazionale del Toubkal"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 5-12 agosto 2023&nbsp; &nbsp;<\/em><strong><u><\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u2022Giorno 1<\/strong><em> &#8211; 5 agosto 2023<\/em><br>Siamo partiti, l&#8217;aereo era in ritardo ma ci ha portati comunque a destinazione. Omar \u00e8 stato gentile e disponibile ad accoglierci all&#8217;aeroporto e Rida ancora di pi\u00f9, portandoci per una strada sterrata fino all&#8217;albergo ad Aroumd, un villaggio nelle montagne.<br>La camera \u00e8 piccola e il materasso un mattone ma c&#8217;\u00e8 il bagno, e un grande tappeto che copre il pavimento di cemento grezzo. Fa caldo e ci sono tanti insetti.<br>Ora ci mettiamo a letto e domani sveglia presto per incontrare Jamal, la nostra guida.<br>L&#8217;avventura \u00e8 iniziata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u2022Giorno 2<\/strong> <em>&#8211; 6 agosto 2023<\/em><br>6:45, suona la sveglia. Ci alziamo con un po&#8217; di fatica. Dalla terrazza su cui \u00e8 la nostra camera c&#8217;\u00e8 una bella vista ma non c&#8217;\u00e8 traccia dell&#8217;albergatore. La sera prima avevamo chiesto di poter avere la colazione alle 7, ma alle 8 non si \u00e8 ancora visto nessuno. Nel frattempo, arriva Jamal che inizia subito a preoccuparsi per noi, accompagnandoci in giro per le stanze dell&#8217;albergo a cercare qualcuno. Alla fine, troviamo il gestore: non parlando bene inglese aveva capito che volessimo la colazione alle 9.<br>In poco tempo ci porta un vassoio pieno di ciotole con marmellata, miele, latte e caff\u00e8 in polvere, th\u00e8, poi un cestino di pane arabo e una brocca di acqua calda. Jamal fa colazione con noi e dopo aver mangiato e scambiato due parole, chiudiamo gli zaini e ci mettiamo in cammino.<br>Il sentiero \u00e8 sassoso e abbastanza largo, lungo la strada incontriamo molti muli che portano i bagagli e le provviste al rifugio e ai piccoli negozietti lungo il cammino. Qui si possono trovare acqua, coca-cola, spremuta di arancia, souvenir e un po&#8217; d&#8217;ombra per riposarsi.<br>Il cammino \u00e8 piuttosto faticoso ma, dopo quasi 10 km e pi\u00f9 di 1300m di dislivello, in 3 ore e mezza arriviamo al rifugio.<br>Jamal ci accompagna alla reception e ci d\u00e0 una mano con la lingua, poi qualcuno del rifugio ci accompagna alla camerata: \u00e8 ancora quasi vuota, possiamo scegliere i posti migliori. Siamo entrambi molto stanchi, Federico pi\u00f9 di me, probabilmente perch\u00e9 non \u00e8 abituato a dormire poco di notte, fatto sta che rimaniamo un po&#8217; sdraiati nel dormiveglia fino a quando non mi viene voglia di scendere a fare qualche foto.<br>Tira un vento molto forte, alcuni portatori stanno smontando le tende di alcuni turisti per caricarle sui muli. Compare Jamal: &#8220;tra poco ci sar\u00e0 il t\u00e8&#8221;. Vado a chiamare Federico e scendiamo entrambi.<br>Jamal ci fa sedere ad un tavolo poi torna con un vassoio con una teiera di metallo, due bicchieri e dello zucchero. Ci spiega come si versa il t\u00e8: la teiera va allontanata gradualmente dal bicchiere cos\u00ec il liquido pu\u00f2 catturare un po&#8217; d&#8217;aria e fare la schiuma, se c&#8217;\u00e8 schiuma si pu\u00f2 bere.<br>La successiva ora \u00e8 un susseguirsi di racconti e perle di saggezza che Jamal condivide con noi mentre ci mostra le foto dei suoi viaggi: ha accompagnato gruppi in tutto il Marocco, dalle montagne al deserto. Quando cala il silenzio si alza, ci d\u00e0 appuntamento per la cena e porta via il vassoio.<br>Il pomeriggio continua lento tra chiacchiere e uscite in terrazza per osservare il panorama.<br>Verso le 19 Jamal ci accompagna in una sala e ci sediamo al tavolo; iniziano a apparecchiare e nel frattempo arriva qualcun altro. Poco dopo portano in tavola una grossa pentola di zuppa: \u00e8 molto buona e Jamal ci spiega che \u00e8 fatta con acqua, farina e spezie. Una volta finita, con una leggera delusione, ci viene portato un vassoio di spaghetti con pomodoro e mozzarella, nulla di speciale ma la fame non mancava.<br>Subito dopo cena ci infiliamo nel letto, pi\u00f9 che sonno \u00e8 proprio stanchezza, probabilmente accumulata dal viaggio di ieri e dal cammino, comunque domattina la sveglia \u00e8 alle 6, abbastanza con calma rispetto ad altri che si alzeranno alle 3 e mezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u2022Giorno 3<\/strong> <em>&#8211; 7 agosto 2023<\/em><br>Vengo svegliato, come previsto, dai rumori degli altri viaggiatori che si preparano per mettersi in cammino verso le 3 e mezza. Riesco a riaddormentarmi ma, come mi accade spesso, alle 5 non riesco pi\u00f9 a dormire. Decido di alzarmi, sgranchirmi le gambe e lavarmi il viso. Dopo una mezz&#8217;oretta mi infilo di nuovo nel sacco lenzuolo, in attesa che suoni la sveglia alle 6 per poter svegliare Federico. Tra l&#8217;altro \u00e8 tutta la notte che ha il raffreddore.<br>Scendiamo per la colazione e incontriamo Jamal. Ci sediamo al tavolo della cena di ieri e ci portano un cestino di pane arabo, t\u00e8, latte e caff\u00e8 in polvere, acqua calda e varie marmellate confezionate. Ho particolarmente fame, e il pane mi piace molto; quindi, mangio di gusto e Jamal sembra soddisfatto. Decidiamo di portare via un paio di pezzi di pane con marmellata, per avere uno spuntino pi\u00f9 tardi.<br>Si son fatte le 7 e mezza, sistemiamo gli zaini e ci mettiamo in cammino verso il Monte Toubkal.<br>Davanti a noi ci sono alcuni gruppi che raggiungiamo senza problemi, alcuni sono partiti alle 4 e ora capisco perch\u00e9 le loro Guide hanno deciso di partire cos\u00ec presto. Nonostante il nostro passo continuo e ben ritmato, la quota si fa sentire e si fa fatica a riprendere fiato. Comunque, un passo dopo l&#8217;altro e con qualche pausa, arriviamo in vetta al monte pi\u00f9 alto del Nord Africa, 4167m s.l.m.<br>\u00c8 una bella soddisfazione, Jamal si complimenta con noi e ci offre un po&#8217; di frutta secca. Peccato non aver dormito a Imlil la prima notte, ne avrei fatto scorta anch&#8217;io.<br>Dopo un po&#8217; di pausa inizio la discesa per una via alternativa: un sentiero piuttosto ripido su ghiaioni. Jamal ci spiega come conviene muoversi su quel terreno e scivola con naturalezza sui sassi per farci vedere. Arriviamo in fondo alla valle e ritroviamo il sentiero che abbiamo percorso in salita. Da qui \u00e8 una camminata semplice anche se alcuni passi sono instabili per la fatica. In non molto arriviamo al rifugio, giusto in tempo per evitare la pioggia.<br>\u00c8 ancora presto, non sono nemmeno le 13, quindi ce la prendiamo con calma e ci riposiamo un po&#8217;. Faccio stretching, una sequenza di simile ad una sottospecie di yoga, sperando di prevenire dolori.<br>Verso le 4 e mezza scendiamo per goderci il sole e l&#8217;aria fresca ed ecco che spunta Jamal con il t\u00e8: questa sorta di rituale procede come ieri pomeriggio tra racconti di avventure e lezioni di vita, e ad un certo punto, come ieri, Jamal si alza e ci d\u00e0 appuntamento per la cena, come se volesse lasciarci riflettere su ci\u00f2 che ci ha detto.<br>Questa sera il cibo \u00e8 molto buono: c&#8217;\u00e8 la zuppa di ieri e poi pollo con verdure cotti nel tanjin. A Federico e me \u00e8 piaciuto tanto, e Jamal conferma che \u00e8 ben fatto; gli altri ragazzi italiani arrivati oggi al tavolo con noi, invece, dicono di averne mangiato di meglio ieri sera a Imlil.<br>La serata prosegue con un sacco di chiacchiere e condivisioni, fino all&#8217;ora di andare a letto: domattina la sveglia sar\u00e0 alle 5 perch\u00e9 Jamal vuole partire presto vista la probabile pioggia nel primo pomeriggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u2022Giorno 4 <\/strong><em>&#8211; 8 agosto 2023<\/em><strong><br><\/strong>Come ieri, anche stamani i nostri compagni di camera mi hanno svegliato alle 4 mentre si preparavano per partire. Non sono pi\u00f9 riuscito ad addormentarmi e ho aspettato le 5 per svegliare Federico. Jamal era gi\u00e0 nella sala della colazione, ancora completamente buia. Qui usano pochissimo la luce, spesso gli interruttori non vanno ed \u00e8 sempre meglio avere la torcia in tasca.<br>La colazione \u00e8 come ieri e anche oggi portiamo via qualche pezzo di pane.<br>Alle 6 ci mettiamo in cammino verso sud-ovest, alle nostre spalle c&#8217;\u00e8 un leggero bagliore, per il resto procediamo alla sola luce delle frontali.<br>Il sentiero \u00e8 tranquillo e si cammina bene, anche se faccio pi\u00f9 fatica del previsto, probabilmente per il forte vento che ci arriva sul viso. In non molto arriviamo al passo che d\u00e0 su un&#8217;altra valle e, dopo cinque minuti di pausa, riprendiamo l&#8217;escursione.<br>Percorriamo alcuni tratti rocciosi che ricordano vagamente le creste delle Alpi, un po&#8217; per la forma e un po&#8217; per il colore dalla roccia.<br>Finalmente arriviamo in vetta al Ras Ouanoukrim da cui si vede molto bene il Toubkal. Iniziamo quasi subito la discesa verso una grande sella per poi risalire su un&#8217;altra cima, il monte Timesguida. Qui ci fermiamo un po&#8217; di pi\u00f9, Jamal ci offre la sua frutta secca invitandoci a mangiarne per recuperare le forze. Il paesaggio \u00e8 veramente particolare, molto lontano da quello che siamo abituati a vedere sulle nostre montagne ma molto bello.<br>Finita la pausa cominciamo a rientrare, il vento continua a farci compagnia e non cala di intensit\u00e0. Solo una volta scesi fino al passo possiamo avere un po&#8217; di tregua. Facciamo un&#8217;altra pausa e poi ci rimettiamo in cammino verso il rifugio. Arriviamo che non \u00e8 ancora mezzogiorno, partire presto pu\u00f2 essere faticoso ma regala delle emozioni che \u00e8 difficile provare ad orari normali.<br>Fa caldo, sto un po&#8217; al sole insieme a Jamal che sta guardando la partita di calcio femminile Marocco-Francia. C&#8217;\u00e8 profumo di hashish.<br>Decido di fare una doccia: \u00e8 stata una buona idea, anche se ora sono un po&#8217; infreddolito.<br>Come al solito ci riposiamo un po&#8217;, dormo anche una mezz&#8217;oretta, poi scendiamo per il t\u00e8. Oggi lo prendiamo da soli perch\u00e9 Jamal sta dormendo, e prendiamo anche qualcosa da mangiare: non so se sia tipico ma qui il t\u00e8 lo accompagnano con i popcorn. Rimaniamo molto tempo nella saletta: ascoltare le storie di Jamal \u00e8 incantevole ma mi fa piacere parlare un po&#8217; con Federico.<br>Saliamo al piano di sopra e incontro Jamal in terrazza, mi parla delle tende tradizionali con cui fanno gli accampamenti perch\u00e9 alcuni portatori le stanno montando.<br>Alla solita ora, alle sette, ci troviamo per la cena che inizia con la solita zuppa a cui seguono pollo, patate e carote, questa volta probabilmente cotti al forno o al vapore. In pi\u00f9 stasera il pane \u00e8 ancora tiepido.<br>Dopo cena Federico esce in terrazza con Jamal. Lui dorme l\u00ec, sotto le stelle, dalla prima sera. Lo fa sedere sul materasso, e quando esco anch&#8217;io li trovo l\u00ec. Jamal sta accendendo una canna e ce la offre: \u00e8 hashish marocchino buono, lui sa dove prenderlo e spesso viaggia apposta. Non fumo tanto, giusto un paio di tiri, ma mi sento gi\u00e0 rilassato. Federico e Jamal parlano di calcio, poi ci chiede cosa facciamo nella vita. Gli racconto che siamo diventati Guide e subito ci dedica parole sagge su questo lavoro, di quanto sia gratificante ma anche difficile, a volte stancante ma di grande soddisfazione. Lui \u00e8 Guida dal 2000, ventitr\u00e9 anni che accompagna persone sulle montagne e nel deserto: ho solo da imparare, e voglio cogliere il pi\u00f9 possibile in questi giorni.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u2022Giorno 5<\/strong> <em>&#8211; 9 agosto 2023<\/em><br>La sveglia suona alle 6 e mezza, i nostri nuovi compagni di camera dormono ancora anche se sarebbero dovuti partire alle 4 per il Toubkal.<br>Federico non sta molto bene, ha il raffreddore da quando siamo arrivati e stanotte ha dormito pochissimo. Ne parla con Jamal a colazione e decide di stare in rifugio: il giro di oggi lo faremo in due.<br>Ci incamminiamo verso sud, nella stessa direzione di ieri, per poi discostarci dal sentiero e iniziamo una salita ripida senza tracce da seguire. Jamal mi stacca di parecchi metri, io me la prendo con calma sia perch\u00e9 faccio fatica, sia perch\u00e9 mi guardo molto intorno. Questa parte della valle mi piace tantissimo, \u00e8 un&#8217;alternanza di ghiaioni, erba e rocce. Finalmente lo raggiungo e facciamo una pausa prima degli ultimi 100 metri di dislivello.<br>Raggiungere la vetta \u00e8 sempre soddisfacente e con qualche difficolt\u00e0 lungo il percorso lo \u00e8 ancora di pi\u00f9. Chiedo a Jamal conferma sui nomi delle montagne circostanti: li ho imparati, almeno quelli principali.<br>La discesa avviene lungo la solita via e arriviamo al rifugio in tarda mattinata.<br>Federico si \u00e8 ripreso e decidiamo di andare a mangiare qualcosa al rifugio del Club Alpino Francese, vicino a quello in cui alloggiamo. Jamal accetta l&#8217;invito e viene con noi. Ci portano un&#8217;insalata di verdure, del riso, lenticchie e omelette, il tutto accompagnato da pane e t\u00e8. \u00c8 tutto veramente buono.<br>Dopo pranzo, il primo vero pranzo in 4 giorni, ci godiamo il sole e esploriamo i dintorni del rifugio, poi continuiamo a riposarci in terrazza.<br>Durante questi giorni abbiamo molto tempo per non fare nulla e semplicemente riposare, la mattina partiamo presto e, anche con escursioni di 5 o 6 ore, rientriamo a met\u00e0 giornata. Questi momenti liberi sono piacevoli: possiamo recuperare le energie, chiacchierare tra noi e con Jamal, e ho molto tempo per scrivere, obiettivo che mi ero posto prima della partenza.<br>Jamal \u00e8 seduto su un a roccia poco lontano dal rifugio per fuggire dal rumore che sta facendo un enorme gruppo di spagnoli arrivati oggi, sono circa trecento.<br>Lo raggiungiamo, stiamo un po&#8217; con lui e ne approfittiamo per fargli delle domande sugli animali della zona: \u00e8 sempre felice di soddisfare la nostra curiosit\u00e0.<br>La cena \u00e8 alla solita ora, stasera con pi\u00f9 trambusto perch\u00e9 sono arrivate molte persone e qui non sono ben organizzati. Alla solita zuppa se n&#8217;\u00e8 aggiunta un&#8217;altra, d&#8217;orzo, e poi i temutissimi spaghetti.<br>Dopo cena usciamo in terrazza e assistiamo a uno spettacolo insolito: i trecento spagnoli di prima sono tutti in cerchio nello spiazzo per le tende, attorno ad un altare improvvisato. Ci sono persino tre persone con la tunica bianca, sono tutti inginocchiati e mettono musica latino-americana religiosa. La parte pi\u00f9 divertente \u00e8 che i gestori del rifugio, alcune Guide ed altri locali li stanno osservando straniti, probabilmente chiedendosi perch\u00e9 si debba venire a 3150m di altitudine, in terra notoriamente musulmana a fare una celebrazione cristiana. In ogni caso l&#8217;importante \u00e8 rispettare tutti, anche se la situazione \u00e8 parecchio buffa.<br>Dopo questo evento tutto il gruppo occupa il rifugio e riusciamo a trovare un po&#8217; di silenzio in terrazza da Jamal. Guardiamo le stelle e fumiamo. Anche stanotte dormir\u00f2 una meraviglia.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u2022Giorno 6<\/strong> <em>&#8211; 10 agosto 2023<\/em><br>Oggi la sveglia \u00e8 alle 7 e mezza. Non ho pi\u00f9 sonno ma starei volentieri ancora un po&#8217; sotto la pesante coperta di lana. La camera \u00e8 ancora piena: la maggior parte sono ragazze del grande gruppo di ieri sera che hanno dormito abusivamente l\u00ec.<br>A colazione Jamal ci dice che non era previsto che dormissero nelle camere, e non avevano nemmeno pagato, perci\u00f2 stanotte i gestori hanno chiamato la polizia, che ha un presidio in una casetta vicino al rifugio. Che situazione assurda.<br>In poco tempo prepariamo gli zaini e raggiungiamo Jamal all&#8217;esterno. Ci mettiamo in cammino.<br>A &#8220;Sidi Chamarouch&#8221; ci fermiamo per un po&#8217; d&#8217;ombra e per prendere l&#8217;acqua. Questa \u00e8 una minuscola localit\u00e0 lungo il sentiero fondata attorno ad una miniera in cui mor\u00ec il Signor Chamarouch e che oggi \u00e8 meta di pellegrinaggio.<br>La discesa \u00e8 quasi monotona, un passo dopo l&#8217;altro arriviamo a Imlil. Questa cittadina \u00e8 un&#8217;esplosione di vita: ci sono negozietti di cianfrusaglie, banchi di cibo, macellerie. Per la strada passano muli, furgoni e macchine.<br>Facciamo tappa al bar di un albergo per una spremuta d&#8217;arancia, Jamal beve il quinto caff\u00e8 della giornata ed \u00e8 solo mezzogiorno.<br>Per pranzo Jamal ci porta in un ristorante e ordina il tajine. Quello al rifugio mi piaceva, ma questo \u00e8 completamente su un altro livello. Oltre alla carne c&#8217;\u00e8 una grande variet\u00e0 di verdure e la cosa che mi stupisce di pi\u00f9 \u00e8 il limone cotto.<br>Siamo tutti e tre soddisfatti e ci dirigiamo verso i taxi. In queste occasioni Jamal \u00e8 un aiuto prezioso perch\u00e9 parla al posto nostro: molti locali, anche se hanno spesso a che fare con turisti, non capiscono l&#8217;inglese.<br>Arriviamo a Marrakech dopo un&#8217;ora e mezza di macchina, con l&#8217;aria bollente che entra dai finestrini. Ci sono 44 gradi.<br>Jamal ci aiuta a trovare l&#8217;albergo e dopo averlo pagato ci salutiamo calorosamente. Non \u00e8 stato solo una grande Giuda, ci ha anche regalato momenti indimenticabili e ci ha fatto conoscere il suo modo di vivere, con leggerezza.<br>Penso che questi giorni nelle montagne del Parco del Toubkal si possano riassumere con l&#8217;espressione &#8220;Inchallah&#8221; che Jamal ripeteva spesso e che in arabo significa qualcosa come &#8220;se dio vuole&#8221;, ma che ha un significato pi\u00f9 profondo: non possiamo controllare tutto quello che accade, spesso capitano cose pi\u00f9 grandi di noi che stravolgono i nostri piani. Ma fa parte della vita ed essere frustrati per questo non porta a nulla, quindi gli avvenimenti vanno presi con leggerezza e bisogna essere flessibili, come erba che si piega al vento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u2022Giorno 7<\/strong> <em>&#8211; 11 agosto 2023<\/em><br>Anche in Italia la religione impregna la vita quotidiana, non come qui, certo, ma non \u00e8 strano sentire le campane delle chiese suonare pi\u00f9 volte al giorno. Eppure, la voce che richiama i mussulmani alla preghiera che mi ha svegliato stamattina verso le 5 mi \u00e8 sembrata una cosa stranissima.<br>Anche qui, nel Riad dove alloggiamo, la colazione \u00e8 molto buona: caff\u00e8, latte, t\u00e8, pane e marmellata, e qualche dolcetto tipico.<br>Usciamo subito dopo per sfruttare le ore pi\u00f9 &#8220;fresche&#8221; anche se parlare di fresco con 40 gradi \u00e8 un po&#8217; difficile. Ci addentriamo nelle vie di Marrakech, schivando i motorini che sfrecciano in mezzo alla gente.<br>Un signore di nome Assam mi ferma mentre sto scattando delle foto: parla un po&#8217; di italiano e vuole indicarci la strada per alcune cose da vedere. Prima per\u00f2 ci porta al negozio della sua famiglia. Suo fratello ha vissuto in Italia per qualche anno e ci accoglie mostrandoci le cose in vendita. Facciamo un giro e quattro chiacchiere e, anche se usciamo a mani vuote, \u00e8 stato un piacere fare questa nuova conoscenza.<br>Proseguiamo verso il palazzo della Badia e decidiamo di prendere il biglietto per la visita all&#8217;interno. \u00c8 veramente grande e maestoso, e mi piace immaginarlo nel pieno del suo splendore, con le piscine colme d&#8217;acqua e la gente, durante qualche celebrazione del re.<br>Il resto della mattina lo passiamo a girottolare per le vie pi\u00f9 sperdute che riusciamo a trovare. Basta allontanarsi di un paio di centinaia di metri dalla piazza principale per vedere uno spaccato della vita quotidiana. Le strade brulicano di persone di tutti i tipi che si accalcano ai banchi nei negozietti. In giro di vende di tutto: pane, acqua, cibo vario, vestiti e ammennicoli acchiappa-turisti.<br>Per pranzo ci infiliamo in un localino che sembra interessante. L&#8217;hummus di ceci e il couscous sono ottimi e l&#8217;accoglienza lo stesso.<br>Ora fa decisamente troppo caldo per stare fuori cos\u00ec rientriamo in albergo. C&#8217;\u00e8 la piscina ma \u00e8 molto piccola con poca acqua. Peccato, sarebbe stato rinfrescante, ma il luogo \u00e8 comunque carino e lo esploriamo un po&#8217;.<br>Sono le 18 circa e usciamo di nuovo. Adesso la gente in giro \u00e8 decisamente di pi\u00f9, con l&#8217;arrivo della sera la piazza inizia a popolarsi e iniziano ad allestire i banchi del mercato.<br>Andiamo a cercare qualcosa di interessante, tipo le spezie e il t\u00e8 verde. La cosa pi\u00f9 bella di entrare in questi negozi \u00e8 il contatto con i venditori: ci tengono a farti sentire i profumi di tutto, a spiegarti come vengono fatti i vari prodotti e come li utilizzano l\u00ec. Sicuramente in buona parte \u00e8 per vendere, ma si percepisce una certa dedizione che ti fa capire che \u00e8 parte del loro modo di fare.<br>Per cena decidiamo di provare un ristorante, ovviamente tipico, ma di &#8220;livello un po&#8217; pi\u00f9 alto&#8221; per avere un quadro completo del cibo locale.<br>Il posto \u00e8 veramente bello, \u00e8 un riad marocchino, ossia un palazzo a corte con il giardino interno, con arredamento tipico. Prendiamo la tajine di kebab e ci arriva una specie di spezzatino tenerissimo mischiato all&#8217;uovo, molto buono. Anche qui i prezzi sono ridicoli rispetto alla qualit\u00e0, abbiamo mangiato in un ristorante definibile di lusso con 10 euro a testa.<br>Proviamo a tuffarci nella piazza anche se siamo entrambi stanchi e infatti, in mezzo a cos\u00ec tante persone, a tutti i venditori che ti urlano e ti seguono, duriamo giusto un paio di orette prima di tornare in albergo e crollare dal sonno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u2022Giorno 8 <\/strong><em>&#8211; 12 agosto 2023<\/em><strong><br><\/strong>Suona la sveglia, stamattina con molta calma. La colazione buona come ieri, la spremuta di arancia \u00e8 una favola.<br>Faccio la doccia nella speranza di rinfrescarmi un po&#8217;, prepariamo gli zaini e chiudiamo per l&#8217;ultima volta la porta della camera d&#8217;albergo a Marrakech.<br>Ora inizia il cammino verso l&#8217;aeroporto. Il programma \u00e8: Marrakech &#8211; Menara Mall &#8211; Aeroporto di Manara.<br>Per uscire dal centro passiamo nuovamente dalle viuzze sperdute per arrivare su un grande vialone su cui stanno facendo dei lavori. Fa molto caldo ma ci sono tantissimi operai al lavoro, seduti su piccoli sgabelli a piastrellare la strada.<br>Camminiamo sotto il sole cercando, di tanto in tanto, un pochino d&#8217;ombra sotto gli alberi, ma non d\u00e0 gran sollievo. Finalmente arriviamo al centro commerciale e ci fiondiamo a comprare una bottiglia d&#8217;acqua. Poi girottoliamo un po&#8217; per sfruttare l&#8217;aria condizionata fino a crollare su una panchina. Stiamo l\u00ec un po&#8217; di tempo: la stanchezza di tutta la settimana inizia ad essere pesante.<br>Dopo pranzo decidiamo di rimetterci in cammino. Federico si fa bagnare il cappello da un giardiniere che sta innaffiando le piante, per mitigare il caldo, per quanto possibile.<br>Ci muoviamo velocemente a passo spedito, in mezzo alla polvere sul marciapiede sconnesso. Ogni tanto dobbiamo spostarci sulla strada e sperare di non essere investiti. Abbiamo imparato che non serve schivare i motorini: sono loro che schivano te, basta muoversi in modo prevedibile e non fare una piega quando ti passano a dieci centimetri di distanza.<br>Dopo 45 minuti di cammino entriamo finalmente in aeroporto. Dopo quella camminata il check-in e i controlli sono una passeggiata e passano in men che non si dica.<br>Siamo in largo anticipo quindi stiamo sulle sedie a fare la muffa. Ogni tanto andiamo a turno al tabellone: il nostro aereo \u00e8 in ritardo di una mezz&#8217;oretta, speriamo non aumenti.<br>Andiamo a prendere qualcosa da mangiare per dopo e scendiamo al gate. Altra attesa, ma ho una bella vista sulla pista: mi piace vedere gli aerei e tutte le manovre che precedono il decollo, \u00e8 una cosa che mi ha sempre affascinato.<br>Finalmente ci imbarchiamo e si parte. Il tempo passa abbastanza veloce, anche se mi d\u00e0 modo di pensare all&#8217;avventura vissuta. \u00c8 stata una grande esperienza, qualcosa che lascia il segno e che ti riempie di nuove conoscenze, di legami rafforzati e di domande e curiosit\u00e0.<br>All&#8217;arrivo c&#8217;\u00e8 tanta voglia di riposarsi, ma ancora pi\u00f9 voglia di continuare a mettersi in gioco, per quanto difficile possa essere.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;height:70px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 5-12 agosto 2023&nbsp; &nbsp; \u2022Giorno 1 &#8211; 5 agosto 2023Siamo partiti, l&#8217;aereo era in ritardo ma ci ha portati comunque a destinazione. Omar \u00e8 stato gentile e disponibile ad accoglierci all&#8217;aeroporto e Rida ancora di pi\u00f9, portandoci per una strada sterrata fino all&#8217;albergo ad Aroumd, un villaggio nelle montagne.La camera \u00e8 piccola e il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-200","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/francescomaffioli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/200","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/francescomaffioli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/francescomaffioli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/francescomaffioli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/francescomaffioli.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=200"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/francescomaffioli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/200\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":201,"href":"https:\/\/francescomaffioli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/200\/revisions\/201"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/francescomaffioli.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=200"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}